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, , 2 , , , 7 , PHI. Io son disposto a fila i" ;

I. 9" è fidré dicità (i),
si piegò te per la ti gran pietide,
Ti degni aver di me misericordia.
II. E pur per la infinita tua bontade
Prego, Signor, che tu da me discacci (2)

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i seipi è il biò peccato ho nella mente (3),

- lo s" con me si è fin dalla " i?
so in te ho io peccatò sòlait ; -
Edl fio 'côniesso il filaté i tuò 'cospetto 3
Perchè io so , ch 'ltuo parlar non mente (5).
VI lo nelle iniquitadi son concetto (6);
E da mia Madre partorito fui,
- " dell'umani difetto (7).
Vi fisio, i cosi,
Ch'ami il vero ) ch' io non ti ho celato
Quello, ch'i ho commesso in te, c'n altrui.
quanto mi rincresce aver peccato ,
Pensando, che della tua sapienza
L'incerto, e l' oscur m'hai manifestato, i
E spero farmi bianco più "chi neve,
Se tu mi lavi la mia conscienza.

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IX, Auditui meo, dabis gaudium, et laetitiam; et exultabunt ossa humiliata.

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- . . . X. Averte faciem tuam a peccatis meis: e omnes iniquitates meas dele.

- - o - – , . - . . XI. Cor mundum crea in me Deus: et spiritum rectum innova in visceribus meis.

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XIII. Redde mihi laetitiam salutari, lui e spiritu principali confirma me.

ti a.

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XIV Pocebo iniquos vias tuasi et impii ad te convertentù - -

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Se mai io intendo quello, ch'io vorrei

IX. O quanto gran piacer l'uomo riceve,
Quand'egli sente, e vede, che tu sei
Al perdonare tanto dolce, e lieve ! ..
Aver udito nell'etade pazza,
S allegreranno gli umili ossi miei (8).
X O Signor mio volgi la tua fazza (9)
Dalli peccati miei; ed ogni fallo,
d ogni iniquità da me discazza.
XI. Rinnova lo mio core, e mondo fallo (1o):
E poi infondi lo spirito dritto
Ne miei interior senza intervallo.
XII. Non mi voler lasciare così afflitto,
Di mi nasconderlo tuo santo volto:
Ma fa, che con gli eletti io sia ascritto.
Non consentir, Signor, che mi sia tolto
Lo tuo spirito santo, e l'amicizia
Della tua Maestà, che già mi ha scolto (1 1).
XIII. Deh! rendimi, Signor, quella letizia(12),
La qual fa l'uomo io di salute:
E non voler guardar a mia ingiustizia.
E col tuo spirto pieno di virtute (13)
Fa, che confermi lo mio cor leggiero,
Sì che dal tuo servir mai non si mute.
A IV. Signor, se tu fai questo, come spero,
lo mostrerò all'umana ne quizia (14)

La via di convertirsi a te Dio vero.

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XV. Liberarme de sanguinibus a
e salutis meae: et eactiltabit lingua mea
iustitiam tutam. - -

XVI. Domine labia mea aperies: et os

meum annuntiabit laudem tuam. XVH Qitoniane si voluisses sacrificium, dedissem utique: holocaustis non deleetaberis o XVIll. Sacrificium Deo spiritus contribulatus: cori contritum et humiliatum Deus non despicies.

XIX. Benignè fac Domine in bona” voli

tate tua. Sron, ut aedificentur muri Jerusalem. : XX. I tune acceptabis sacrificium justitiae, oblationes, et holocausta: tune impo, nent super altare illum vitulos.

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XV. Libera me dalla carnali malizia (15);
E ciò che la mia lingua degnamente a
Possa magnificar la tua giustizia (16).
XVI. Apri Signor le labbra della mente;
A ciò che la mia bocca la tua laude
Possa manifestare a tutta gente.
XVII Egli mi parlia fare una gran fraude (17)
A dar la pecorella per lo vizio, i
Della qualso,che'l mio Signor non gaude(18).
XVIII. Lo spirto tribolato, al mio giudizio,
E l cor contrito, e bene umiliato i
Si può chiamare vero sacrifizio (19).
XIX. Signor, fa che Sion sia ben guardato,
A ciò che il muro di Gerusalemme
Sicuramente sia edificato (2o). "
XX. Allora accetterai le offerte inseme
Con le vitelle, che sopra l'altare
Offeriratti quei , che molto teme
Al tuo comandamento contrastare. e
- - - - - - - - » . . . . . - o, 4)

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