Capi d'opera

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G. Molinari, 1825
 

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Seite 114 - Cette superbe puissance , ennemie de la raison , qui se plaît à la contrôler et à la dominer, pour montrer combien elle peut en toutes choses, a établi dans l'homme une seconde nature. Elle a ses heureux et ses malheureux; ses sains, ses. malades; ses riches , ses pauvres ; ses fous et ses sages...
Seite 112 - Juge de toutes choses, imbécile ver de terre, dépositaire du vrai , amas d'incertitude , gloire et rebut de l'univers : s'il se vante, je l'abaisse ; s'il s'abaisse, je le vante; et le contredis toujours , jusqu'à ce qu'il comprenne qu'il est un monstre incompréhensible.
Seite 88 - PENSÉES. i 7 jusque-là. Il faut savoir douter où il faut, assurer où il faut, se soumettre où il faut. Qui ne fait ainsi , n'entend pas la force de la raison. Il y en a qui pèchent contre ces trois principes, ou en assurant tout comme démonstratif, manque de se...
Seite 120 - Statmole intorno affacendati i Silfi : chi adorna il capo, chi comparte il crine, chi la manica piega e chi la veste; e per opra non sua Lisca si loda.
Seite 187 - M'accendesti nel sen , e sai che amore Si offerse a me sotto I' intatto velo Della santa amicizia : agli occhi miei Tu allor sembravi un de' beati Spirti Disceso in terra ad illustrar le menti (3) Col lume degli angelici splendori ,' Come; stelle i tuoi sguardi eran brillanti , Pien di celeste melodia il tuo canto, Pieni di sacra autorità gli accenti : Che amar si può senza peccato , allora Tu m'insegnasti, e come io mai potea Creder che ver non fosse e casto e santo Ogni precetto tuo ? ahi che...
Seite 106 - Demonj hanno nell' azion del Poema . Gli antichi Poeti rassomiii0 iti gliano in ciò alle Dame : non v' è azione così triviale in se-stessa eh' essi non facciano apparire d' una grande importanza. La macchina che ho impiegato è fondata su la nuova e bizzarra dottrina Rosi-crociana degli Spiriti . Io so quanto è discaro a far uso avanti una Dama di...
Seite 119 - Veglia dunque su te, vergine pia, ch'io custodirti ne le cose avverse, non liberar dal tuo destin ti posso. Veglia, e da l'uom ti guarda ». Il Silfo disse ; e già Mirin...
Seite 193 - D' infauste voci , sepolcrali pietre , Gracchiar di corvi e gemere di gufi , Funesti augurj e annunzj e idée di morte . In questo stato, in questi luoghi io deggio Viver per sempre , e morte sol , la sola Morte può romper la fatai catena Che qui avvinta mi tien : e allor pur-anco La fral mia spoglia e le mie estinte fiamme Rimaner qui dovranno infino al giorno In cui non fora più dal Ciel vietato Che il mio tenere possa unirsi al tuo-.

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